C 'era una volta nel mondo delle fate una
fanciulla bella dalle chiome dorate che
sempre nella cenere accanto al fuoco stava con
aria malinconica e perciò si chiamava
Ma dunque già conoscete questa fiaba
della matrigna e delle sue cattive sorelle.
Beh, se la conoscete tutti quanti,
non sarà necessario andare avanti.
Per chi la sa e per chi non la sa.
C 'era una volta, dunque,
Una fanciulla buona, bella come una stella
La sua mamma era morta e per sorte maligna,
una donna cattiva era la sua matrigna.
Questa aveva due fi glie antipatiche e brutte,
Loro sta vano sempre a mettersi il rossetto,
lei lavava, scopava e rifaceva il letto.
Ai cenerentola, povera fi glia,
fa la servetta per la famiglia,
lava sparecchia, scopa cucina,
ai cenerentola è poverina.
Solo ogni tanto ri posa un poco,
là nella ce nere accanto al fuoco.
Finché un bel giorno il re
pe r trovar moglie al principe
e figuriamoci le due sorelle cose smaniose,
provano vestiti, provano confiette
una le toglie, l 'altra le mette
Cenerentola da mane a sera deve
E quando tutte in gingheri
partono le sorellastre per il ballo reale,
Cenerentola, esclusa dalla festa,
Incenci accanto al fuoco,
Compare e la con forta mia
Un vestito bellissimo avrai,
Mentre la bimba guarda stupita,
tocca la fata con le sue di ta,
Una gran zucca di forma a tozze e
TAC, diventa una carrozza.
Sette lucertole ed ecco che diventano
C 'erano in trappola sei topi e lei
TAC li trasforma in tiro a sei.
Fa un bel cocchiere con un topone
e ce ne rentola poca emozione.
Veste d 'un abito d 'oro e d 'argento,
con mille perle per ornamento.
Mentre con questa fulgida,
che a mezzanotte in punto
Cenerentola appare tra gli invitati,
così elegante e bella che son tutti ammirati.
Il principe al ve derla ver so di lei s 'avanza
e con un bel linchino chiede la prima danza.
l 'ammirano e l 'in vidiano
Ma e me ballarle fa dimenticare
che ormai la mezzanotte sta quasi per scoccare.
A quei rintocchi, oh che spavento,
fugge la misera via come il vento, fuor del palazzo,
più non c 'è la sua carrozza con i lacchi,
e mentre corre al la meschina, sfugge dal
Triste reuccio e piange in tono sconsolato
perché fuggì la bella di cui sei innamorato
di lei non gli rimane a ri cordo del ballo che
è una piccola scarpa di limpido cristallo
Allora fa annunziare che solo sposerà co
lei che la minuscola scarpetta calzerà
e si met te a gi rare in lungo in largo il regno ma
non tro va il piedino che del suo amor sia degno
Giunge anche a casa delle sorelle
che pur davvero non erano belle
Ma non importa, devo provare
Se la scarpetta sanno calzare
E quelle spingono, spingono e va
Non entra il piede nemmeno un po'
Orchide il principe nella fami
Non c 'è per caso qualche altra fi glia
Cenerentola ma conta po co
Sta nella cenera e lì presso il fuoco
voglio provare se la scarpetta saprà calzare.
Cenerentola infila il suo piedino,
vede che nella scar pa ci sta proprio a puntino,
raggiante, allora le dice, tu sei la sposa mia.
E le sorelle scoppiano di
Giunge la buona fata frattanto
E accenerendola per nuovo incanto
Tramuta l 'abito lì sul momento
In quello splendido d 'oro e d 'argento
Ora l 'applaudono lieti e festanti
Che dite, vi è piaciuta questa fiaba in cui viene premiata non solo la bellezza,
Vuoi sapere qualcosa, piccolina?
Però, alle sue sorelle, perdono…